Il contesto attuale Nel momento in cui la società europea ha acquisito la necessità di comportamenti più responsabili e la consapevolezza delle conseguenze delle azioni individuali e collettive sull’ambiente, l’educazione ambientale assume un ruolo centrale e diverso rispetto alla tradizionale errata accezione che la confinava nell’ambito dell’educazione naturalistica o negli spazi culturalmente angusti destinati alle campagne informative o di sensibilizzazione in settori d’interesse. In realtà le sfide attuali impongono di ampliare il quadro concettuale di riferimento e modificare radicalmente l’approccio culturale ai problemi. La pura didattica o la semplice informazione non sono più in grado di fornire gli strumenti necessari ad agire in modo responsabile ed autonomo e garantire un grado di sviluppo “sostenibile”della nostra società. L’educazione ambientale/educazione allo sviluppo sostenibile viene ora vissuta come un impegno e un’opportunità che coinvolge tutti gli attori sociali, chiamati a diversi livelli e con competenze pluridisciplinari a definire obiettivi, strategie, azioni per attività integrate, in grado di produrre una crescita culturale tale da riflettersi, mediante modifiche permanenti di atteggiamenti e comportamenti, sulla qualità ambientale e sulla nostra società nel suo divenire e da legittimare l’adozione di una nuova accezione ancor più congruente col quadro delineandosi, ossia EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ (sia essa ambientale, economica, sociale o dello sviluppo in senso lato).
Campi d’azione Il campo d’applicazione dell’educazione alla sostenibilità non può ritenersi limitato al mondo della scuola in quanto si è andato estendendo ad altri interlocutori e in particolare a un’utenza adulta, in un’ottica di sistema formativo integrato e di istruzione permanente (long life learning). L’educazione alla sostenibilità infatti comprende azioni di informazione e formazione rivolte al comparto produttivo, amministrativo, dei servizi e della formazione professionale dei giovani. In questo senso anche i processi di Agenda 21 e quelli di condivisione delle scelte nelle politiche di sviluppo e tutela dell’ambiente, costituiscono una palestra di esercizio applicato altamente educativo. Si tratta di perseguire la modifica dei comportamenti in senso eco-sostenibile fino al punto di dare al cittadino stesso la possibilità e l’autonomia di valutare e scegliere di volta in volta, nel corso della sua esperienza di vita, quali scegliere, anche al di fuori di un contesto dato ed in situazioni non controllate o inattese.
Scenari politico-amministrativi di riferimento L’esperienza delle Regioni italiane L’educazione ambientale ha assunto in Italia, da un decennio a questa parte, un particolare rilievo e uno spazio crescente, non solo per i contenuti di elevato profilo prodotti da una pluralità di soggetti ma anche per la sua collocazione all’interno di un disegno istituzionale che vede coinvolti, a pieno titolo, dagli anni ’90, Stato, Regioni ed Enti Locali. In questo quadro le Regioni, costituiscono il cardine del Sistema Nazionale INFEA (Informazione, Formazione, ed Educazione Ambientale) formato dall’insieme delle Reti Regionali. Ciò determina la necessità di perfezionare l’azione, già avviata attraverso la definizione di obiettivi condivisi e di integrare gli strumenti e le risorse a disposizione. Si pensi ai Programmi Operativi Regionali formulati per l’accesso ai Fondi strutturali 2000-2006 e di conseguenza alle reti sottese dal POR quali, ad esempio, la Rete delle Autorità Ambientali. In questo particolare contesto sta assumendo rilievo il rapporto costruttivo, già instaurato da alcune Regioni, con il Sistema della Agenzie per l’Ambiente, nelle loro articolazioni territoriali.
Il quadro europeo Esperienze fruttuose e interessanti di costituzione di reti per l’educazione ambientale, non mancano. Si tratta per lo più di iniziative messe in atto tra soggetti spesso eterogenei o di partnership tra enti, anche di livello regionale, sviluppate ad esempio nell’ambito di INTERREG o LIFE, o di programmi facenti capo alla DG “Istruzione e cultura”, gestiti e coordinati da scuole e Università. Una recente indagine, ha chiaramente rivelato una grande eterogeneità di soggetti, azioni, modelli organizzativi e metodologie didattiche. In gran parte dei casi risulta assente un’organizzazione territoriale a rete di livello intermedio, e il modello educativo trova riferimento o in programmi scolastici paracurricolari promossi dal livello Centrale o nell’impegno, a livello locale, a produrre o sostenere campagne di sensibilizzazione e informazione su temi specifici. A livello di istituzioni Comunitarie l’educazione allo sviluppo sostenibile sembra ancora dover trovare un proprio riconoscimento. Le azioni comunitarie di sensibilizzazione e informazione ospitate nell’ambito di programmi di settore che rientrano, ad esempio, tra le priorità del 6° Programma d’Azione per l’Ambiente, non sempre mostrano un’adeguata autonomia, con la conseguenza di ridurre il proprio effetto anche se consentono, in alcuni casi, lo sviluppo di poli d’eccellenza localizzati, a cui tuttavia non corrisponde sempre un’elevazione reale dello standard di presa di coscienza e responsabilizzazione delle popolazioni. Appare dunque necessario promuovere azioni e iniziative che aiutino ad affermare ancor di più una vera consapevolezza dell’importanza e della differenza tra un’azione educativa profonda e una semplicemente informativa, circoscritta allo specifico.
Proposta: È possibile costituire una rete delle Regioni Europee per l’Educazione alla Sostenibilità che corrisponda e sostenga un maggior impegno delle istituzioni europee? Con il 2005 prende avvio il decennio ONU per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile e sarebbe quanto mai opportuno e significativo che l’Europa lo aprisse con un programma di intervento fortemente voluto, elaborato e coordinato dal livello intermedio di governo della comunità dei cittadini europei, ossia Laender e Regioni, appoggiato da una politica di indirizzo ed incentivo della Commissione consapevole della specificità e della preminenza dell’azione educativa e formativa in tema ambientale rispetto a quella semplicemente informativa.
La Rete Regionale Europea per l’Educazione alla Sostenibilità (RES) Una Rete europea può contribuire a fornire una risposta più avanzata? Importante in questo contesto appare la messa a punto di soluzioni organizzative che consentano un reale scambio di esperienze, lo svolgimento di un costante dibattito di merito, l’integrazione delle diverse conoscenze e culture. Soluzioni tra l’altro in grado di contribuire efficacemente allo sviluppo del processo di costruzione europea, attraverso forme di partecipazione diretta dei cittadini alla conoscenza di specifiche tematiche ed alla condivisione dei problemi connessi. L’istituzione di una Rete per l’Educazione alla Sostenibilità potrebbe quindi configurarsi anche come palestra per esercitare nuove forme di partecipazione estesa e democratica al governo dell’Unione Europea, in cui le Regioni, che più degli Stati centrali sono vicine ai cittadini, possano assumere legittimamente un ruolo attivo. In una prima fase, le questioni di rilievo da affrontare a livello tecnico potrebbero essere: · definizione delle tematiche ambientali, dei concetti e degli strumenti funzionali ad uno sviluppo dell’educazione alla sostenibilità, con l’obiettivo di rendere più chiaro l’impegno dell’UE e delle Regioni in questo settore di intervento; · concorso alla definizione del ruolo e delle funzioni che la UE e le Regioni sono chiamati a esplicare negli specifici ambiti di competenza, affinché si possa fattivamente transitare dall’attuale fase di sistemi diversificati e diffusi verso un’organizzazione (anche amministrativa?) capace di affrontare le problematiche educativo/formative legate alla sfida dello sviluppo sostenibile; · individuazione degli strumenti tecnico-operativi adeguati per consentire l’operatività della Rete RES quale struttura di coordinamento, organizzata nelle diverse scale territoriali, nazionali e regionali; · istituzione di un gruppo di lavoro permanente rappresentativo di diverse realtà istituzionali, scientifiche, professionali e associative impegnate nello sviluppo di processi educativi inerenti l’ambiente e la sostenibilità che operi come alimentazione culturale, metodologica e di indirizzo tematico a supporto della Rete RES; · individuazione delle necessità finanziarie, delle priorità e delle linee di finanziamento complessive per sostenere il processo di costruzione della Rete e delle sue azioni. |