Il 3rdWEEC - World Environmental Education Congress si apre con l’augurio di buon lavoro del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
“Il Terzo Congresso Mondiale dell’Educazione Ambientale offre un contributo di valore alla diffusione della cultura di salvaguardia del territorio. L’ambiente è parte integrante della nostra identità, patrimonio prezioso e irrinunciabile garanzia per uno sviluppo sostenibile e durevole. Il futuro del pianeta, i nuovi equilibri mondiali, la pace fra i popoli, dipendono in larga misura dall’impegno che le istituzioni, ad ogni livello, le associazioni, i cittadini assumeranno per una sempre maggiore tutela del nostro ecosistema. È necessario oggi incoraggiare nuove e più incisive azioni contro lo sfruttamento e le alterazioni del patrimonio naturale e favorire la progettazione di esperienze didattiche e formative in grado di coinvolgere e motivare i giovani, per promuovere in loro comportamenti responsabili e consapevoli. Con questi sentimenti esprimo apprezzamento agli organizzatori del congresso e invio a lei, gentile Presidente, agli illustri relatori e a tutti i partecipanti, un cordiale augurio di buon lavoro”.
È con le autorevoli parole di Carlo Azeglio Ciampi che si apre il Terzo Congresso Mondiale di Educazione Ambientale che si sta svolgendo a Torino, al Centro Congressi Lingotto, fino al 6 ottobre 2005. Il messaggio di auguri del Presidente della Repubblica, è stato letto questa mattina durante la sessione plenaria di apertura, dalla Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso. Ciampi aveva già dimostrato il suo sostegno al Congresso concedendo il suo alto patronato al 3rd WEEC, il grande evento che per una settimana fa di Torino la capitale mondiale dell’ambiente. E quest’oggi con il suo messaggio Ciampi ha voluto ancora una volta rimarcare l’importanza che assume l’educazione alla tutela del patrimonio ambientale, per l’avvenire del nostro pianeta e per la pace dei popoli.
È proprio la speranza di un mondo senza guerre che anima la “cantata” dei 500 ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori di Torino e Alessandria chiamati a inaugurare i lavori del Congresso con un grande concerto sul tema della pace e dell’ambiente. La cantata, alle 12,00 nell’Auditorium Agnelli del Lingotto, è stata scritta da uno dei maggiori compositori spagnoli viventi, Toni Rumbau ed è dedicata a tutti i bambini morti a causa delle guerre nel corso della Storia. Il testo immagina che si riuniscano in assemblea tutti i bambini e i ragazzi uccisi durante tutte le guerre provocate dall’umanità – e dunque provenienti da tutti i paesi del mondo e da ogni epoca storica – per denunciare l’atrocità di ogni conflitto.
Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sul concetto di sostenibilità, analizzata da punti di vista diversi da tutti i relatori che si sono alternati al podio.
Monika Zurek, del gruppo di lavoro del Millennium Ecosystem Assessment, presentando in anteprima mondiale il rapporto integrale sullo stato degli ecosistemi, ha affermato che “l’Università e i meeting internazionali come questo sono importanti per coordinare lo sviluppo di una coscienza ecologica”.
Il tema dell’educazione è stato ripreso anche da Fritjof Capra, il celebre autore di “long seller” come Il Tao della fisica e La rete della vita. Nel suo intervento su “L’Alfabetizzazione Ecologica: la sfida per l’istruzione del XXI secolo” ha infatti ribadito che “il prossimo decennio dipenderà da un’educazione ecologica”.
Anche Grazia Borrini-Feyerabend (IUCN World Conservation Union, Commission on Environmental, Economic and Social Policy) ha ribadito l’importanza e la possibilità di uno sviluppo sostenibile pur non dimenticando il problema di un’equa distribuzione delle risorse. “Il flusso di risorse – ha infatti affermato – è maggiore dal sud del pianeta verso il nord del pianeta. E soltanto un centesimo di questo flusso ritorna al sud e questo viene chiamato aiuto allo sviluppo”
Lo stesso concetto è stato ribadito sotto un’altra impostazione da Carlo Petrini, Presidente di Slow Food, “la contraddizione più grande di questo secolo è che produciamo cibo per 10 miliardi di persone, l’umanità ha 6.5 miliardi di persone eppure tanti hanno ancora fame.
I 1.500 partecipanti tra congressisti, giornalisti e autorità hanno quindi iniziato a introdurre alcuni temi di discussione che verranno approfonditi nelle dodici sessioni tematiche di martedì e mercoledì.
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